sabato 27 giugno 2009
croatia e patatine.
Schiaffata in un paese che non è il mio. La gente nuda forse è bella ma c’è qualcosa che non riesco a comprendere nel loro modo di muoversi e di violare l’intimità che è così bello scoprire un po’ alla volta. Incasinata e forse neanche tanto giusta per quanto riguarda la grammatica. Faccio cose mai fatte. Scaraventata senza accorgermene in un universo parallelo dove i bambini giocano a palla per strada e le madri fanno le puttane. Spaesata. Strappata, lacerata da queste catene che mi tengono qui e non mi lasciano andare. Lo sai dove voglio arrivare, lasciami almeno una parte di te. Qualcuno mi vuole spiegare perché i capelli ora mi stanno bene? In mezzo all’acqua salata da morire, al sole che mi ustiona la pelle e non sento più nulla. Ore passate a esplorare questo fondale in cerca di qualcosa.
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Ég er kominn aftur
RispondiEliminaInn í þig
Það er svo gott að vera (hér)
En stoppa stutt við
Ég flýt um í neðarsjávar hýði
(á hóteli)
beintengdur við rafmagnstöfluna
(og nærist