GROTTA ROSA

minchia tenente!

domenica 28 giugno 2009

chi non fa wè scivola dal bidet.

Quel modo che hai di mangiare la banana.
  1. Dopo aver scelto quella meno matura (le macchie marroni ti danno fastidio), con un coltello a punta tracci dei solchi sulla buccia per segnare dove inizierai a sbucciare. Solchi leggeri, per tutta la lunghezza del frutto giallo.
  2. Inizi a sbucciarla e una volta su 5 i solchi non sono abbastanza profondi, la buccia si toglie male e tu ti arrabbi, metti il broncio, sei così bella quando metti il broncio. Quasi ti passa la voglia di mangiarla per colpa della tua stupida mano che ha avuto paura di premere di più. Spezzi la banana quasi alla fine separandola dal suo involucro ma lasciando l’ultimo pezzetto, quello in fondo, attaccato alla buccia, che richiudi di scatto e abbandoni sul tavolo. Quasi ti fossi dimenticata di staccarla tutta. Quasi si fosse spezzata per sbaglio e tu, che non sopporti di perdere, l’hai lanciata sul legno freddo, delusa. Ma nulla è casuale quando si parla di te. L’ultimo pezzo. In tutti questi anni ti ho studiata a fondo, ma l’ultimo pezzo, non sono mai riuscita a capire cos’ ha fatto quel frammento di potassio per non meritarsi la tua attenzione, la tua bocca calda. Forse è questa la conferma delle mie teorie. La tua indole a non portare a termine nulla.
  3. In modo maniacale, morboso, togli tutte quelle “pellicine” invisibili che non sentirai mai sotto i denti ma non le vuoi, odi perdere il controllo. Deve essere perfetta.
  4. Addenti finalmente la tua preda, quasi del tutto soddisfatta di ciò che ti sei appena guadagnata. Non ne senti nemmeno il gusto, ma fingi che sia la cosa più buona del mondo per non far svanire quell’attimo di trionfo. Si, il tuo inconscio è trionfante perché ha portato a termine la sua missione.

Ma c’è una cosa che gli sfugge: l’ultimo pezzo.

Wè.

sabato 27 giugno 2009

a little bit of resolve is what i need now

Dimenticato. Perso da chissà chi chissà quando. Un segno d'affetto oppure un semplice modo per farsi perdonare? Una, due o forse più vite intrecciate, colate l'una nell'altra. Mantieni i segreti, bravo. So che non parlerai mai. Per quanto tempo sei rimasto lì sotto calpestato da tutti? Per quanto tempo sotto la sabbia bagnata? Pronto a incastonare in te anche la mia vita, a lasciarti manipolare, studiare fino all'ultimo millimetro.

Nuoti tranquilla (forse non troppo tranquilla) raccogliendo conchiglie a 3 metri di profondità. Vedi qualcosa che brilla, gazza ladra. Haha. Forse è un segno. Sei tu? Avvicinati.

Con tutta te stessa speri che quell'anello che hai tra le mani non sia appartenuto alla vecchia grassoccia seduta sulla sdraio accanto alla tua, quella che si spAlma la crema ossessivamente.
Chi ha detto che le sirene non esistono?

Michael Jackson

E' una settimana che non dormo. E scusate se 5/6 ore al giorno non le chiamo dormire. Oggi persino il mare è triste. Cammino sul cemento bagnato a piedi nudi e continuo a pestare sassi piccoli e appuntiti, di quelli che se li pesti mentre cammini su un piano liscio ti fanno vedere le stelle dal male. A chi non è capitato. E' un po' come mi sento dentro.

croatia e patatine.

Schiaffata in un paese che non è il mio. La gente nuda forse è bella ma c’è qualcosa che non riesco a comprendere nel loro modo di muoversi e di violare l’intimità che è così bello scoprire un po’ alla volta. Incasinata e forse neanche tanto giusta per quanto riguarda la grammatica. Faccio cose mai fatte. Scaraventata senza accorgermene in un universo parallelo dove i bambini giocano a palla per strada e le madri fanno le puttane. Spaesata. Strappata, lacerata da queste catene che mi tengono qui e non mi lasciano andare. Lo sai dove voglio arrivare, lasciami almeno una parte di te. Qualcuno mi vuole spiegare perché i capelli ora mi stanno bene? In mezzo all’acqua salata da morire, al sole che mi ustiona la pelle e non sento più nulla. Ore passate a esplorare questo fondale in cerca di qualcosa.