venerdì 27 novembre 2009
In una sera
Mi sono strappata i vestiti di dosso. Da oggi mi vestirò solo del tuo amore. Mi guardo allo specchio e penso che è solo carne, cerco la mia anima negli spazi tra le mie dita, quei famosi spazi in cui le tue falangi si incastrano perfettamente. La cerco tra i miei capelli, immaginando i tuoi. La cerco nel mio respiro usurato dai caffè e dalle sigarette. Ma l'unica cosa che riesco a trovare sono piccoli soffi di te. E ti amo da lontano.
sabato 5 settembre 2009
venerdì 14 agosto 2009
trediciagostoduemilanove
La mia aura è impegnata in una lotta costante con il mio nucleo interno negativo. Più per meno= meno. Negativo vince. E allora dai, pensieri oscuri, entrate liberamente nel mio cervello e invadete ogni cellula del mio corpo. Scambiamoci di posto. Voglio che tu sia me per un giorno, voglio sentirti esplorare la mia gabbia toracica. E se riesci a capirci qualcosa fammi un fischio, te ne prego. Voglio essere te per un giorno. Troverò il filo che ci tiene unite.
Anni fa dicevo sempre "capita", per qualsiasi cosa. Non me la toglievo mai dalla testa quella parola. Poi ho incontrato te e non ho più avuto il bisogno di dirlo.
"Perchè non riesco ancora a guardarti negli occhi senza avere quel briciolo di paura che mi solletica lo stomaco." C.
Anni fa dicevo sempre "capita", per qualsiasi cosa. Non me la toglievo mai dalla testa quella parola. Poi ho incontrato te e non ho più avuto il bisogno di dirlo.
"Perchè non riesco ancora a guardarti negli occhi senza avere quel briciolo di paura che mi solletica lo stomaco." C.
mercoledì 5 agosto 2009
yo
Sei lì in una morsa dolorosa, ma non ci riesci a sentire il male perchè ciò che provi dentro è mille volte peggio. E allora lovers, non c'è molto da fare, sputiamo sti rospi e diamo il via alle danze, che tanto se c'è da giocare o giochi o fai la figura del mona che si estranea sempre dal mondo. L'importante è non portare i sandali con le calze, che quelli non solo sono una contraddizione, ma sono anche antisesso, antimoda e anti qualsiasi persona, fascia di età, luogo, schieramento politico, legge fisica. Antitutto insomma, ma proprio tutto. E non abbiate paura di quel bicchiere in più, che come diceva il nostro Baudelaire, chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere. Non accontentiamoci del solito spritz. Osiamo.
Mi spruzzo un po' di te sulla pelle e sono pronta ad entrare nella fossa dei leoni.
Mi spruzzo un po' di te sulla pelle e sono pronta ad entrare nella fossa dei leoni.
domenica 26 luglio 2009
ho acceso la sigaretta l'ho spenta. ho provato a riaccenderla ma aveva un altro sapore.
Sarebbe bello giocare a un gioco noi. Parti, dimenticami, vivi, poi torna e scoprimi di nuovo, gusti deliziosi di prime volte. Voglio Parigi in un giorno solo e poi ce ne andiamo da un fornaio a comprare una baguette. Sei come il pane, semplice, solo un po' di farina e acqua, ma non riesco a farne a meno.
La tua prostituta parigina mi ha chiesto di dirti au revoir.
La tua prostituta parigina mi ha chiesto di dirti au revoir.
domenica 19 luglio 2009
carinerie
Pura, semplice, sconfinata voglia di affondare in questo buio senza fine. Toccare il fondo, risalire. Saliva salata esce dagli occhi, il vento li taglia, li seziona in due parti perfette. Bianco, marrone, nero. Giochiamo.
mercoledì 15 luglio 2009
questo letto mi sembra troppo grande da quando te ne sei andata.
Il mondo non fa nemmeno voglia di essere scoperto se non sei al mio fianco.
mercoledì 1 luglio 2009
ESISTE QUALCUNO CHE HA LA FOBIA DEI CERBIATTI?
Oggi, mentre bevevo la mia birra delle 17.00, al bar della spiaggia la radio suonava “the real me” degli Who. Pochi secondi e mi viene in mente di quando cantavamo tutto Quadrophenia nel nostro inglese inventato. Masticavamo parole a caso, giovani appena iniziati all’età adulta assetati di nuove esperienze. Giravamo nella nostra Fiat 126 turchese, che poi era di mio fratello Claudio. Ah, l’estate del 1978, quella in cui decidemmo di andare in Irlanda. Mi scappa un sorriso, la prua dell’auto si sollevava da quanto era pieno il bagagliaio. Pacchetto di Camel in tasca, da vere rockstar. Irlanda. La prima boccata d’aria irlandese mi rigò il viso con una lacrima. Vera commozione, credimi. Le notti passate in macchina tra uomini e quelle in camere altrui e Jane, i suoi capelli rossi, la sua passione per la birra e cavolo, come scopava. Alla conquista dei prati sconfinati. Pioveva sempre, ci scaldavamo con le bottiglie di whisky e vai, allegri fino al giorno dopo. Ora, ahahaha, ora Natalia esige hotel a 5 stelle in riva al mare, lei si che sa come investire il mio stipendio di chirurgo. L’ho sempre amata, e con lei la sua carnagione dorata, i suoi capelli, il suo modo di vestire un po’ etnico/indie/hippie/me ne frego ma con stile, come mi parla con quell’accento catalano che mi fa impazzire (ti scivola addosso che è una meraviglia, fiumi di parole). Prende il sole in topless, lei che se lo può permettere, e guarda le nostre due figlie. Alejandra, 2 anni, gioca spensierata (se non lo è lei) con le sue formine per la sabbia. Isabel, 15, tipica teenager d’oggi: band inesperte che strimpellano quattro accordi nel suo ipod, cellulare al posto dell’orecchio destro, cerca di mostrare al mondo che “è grande”. Noi sognavamo l’America, lei Milano Marittima e le discoteche, come tutti i suoi coetanei. Ma dove sono finiti i falò attorno a un fuoco con le chitarre? Quelli che non sapevi se bruciavano di più le fiamme o le tue mani rockeggianti? Questo mondo non mi appartiene.
Giorgio, spero che almeno tu sia rimasto quello di una volta, con tutto il cuore. Ora vado, Natalia vuole una mano per cambiare la piccola.
Giorgio, spero che almeno tu sia rimasto quello di una volta, con tutto il cuore. Ora vado, Natalia vuole una mano per cambiare la piccola.
domenica 28 giugno 2009
chi non fa wè scivola dal bidet.
Quel modo che hai di mangiare la banana.
- Dopo aver scelto quella meno matura (le macchie marroni ti danno fastidio), con un coltello a punta tracci dei solchi sulla buccia per segnare dove inizierai a sbucciare. Solchi leggeri, per tutta la lunghezza del frutto giallo.
- Inizi a sbucciarla e una volta su 5 i solchi non sono abbastanza profondi, la buccia si toglie male e tu ti arrabbi, metti il broncio, sei così bella quando metti il broncio. Quasi ti passa la voglia di mangiarla per colpa della tua stupida mano che ha avuto paura di premere di più. Spezzi la banana quasi alla fine separandola dal suo involucro ma lasciando l’ultimo pezzetto, quello in fondo, attaccato alla buccia, che richiudi di scatto e abbandoni sul tavolo. Quasi ti fossi dimenticata di staccarla tutta. Quasi si fosse spezzata per sbaglio e tu, che non sopporti di perdere, l’hai lanciata sul legno freddo, delusa. Ma nulla è casuale quando si parla di te. L’ultimo pezzo. In tutti questi anni ti ho studiata a fondo, ma l’ultimo pezzo, non sono mai riuscita a capire cos’ ha fatto quel frammento di potassio per non meritarsi la tua attenzione, la tua bocca calda. Forse è questa la conferma delle mie teorie. La tua indole a non portare a termine nulla.
- In modo maniacale, morboso, togli tutte quelle “pellicine” invisibili che non sentirai mai sotto i denti ma non le vuoi, odi perdere il controllo. Deve essere perfetta.
- Addenti finalmente la tua preda, quasi del tutto soddisfatta di ciò che ti sei appena guadagnata. Non ne senti nemmeno il gusto, ma fingi che sia la cosa più buona del mondo per non far svanire quell’attimo di trionfo. Si, il tuo inconscio è trionfante perché ha portato a termine la sua missione.
Ma c’è una cosa che gli sfugge: l’ultimo pezzo.
Wè.
sabato 27 giugno 2009
a little bit of resolve is what i need now
Dimenticato. Perso da chissà chi chissà quando. Un segno d'affetto oppure un semplice modo per farsi perdonare? Una, due o forse più vite intrecciate, colate l'una nell'altra. Mantieni i segreti, bravo. So che non parlerai mai. Per quanto tempo sei rimasto lì sotto calpestato da tutti? Per quanto tempo sotto la sabbia bagnata? Pronto a incastonare in te anche la mia vita, a lasciarti manipolare, studiare fino all'ultimo millimetro.
Nuoti tranquilla (forse non troppo tranquilla) raccogliendo conchiglie a 3 metri di profondità. Vedi qualcosa che brilla, gazza ladra. Haha. Forse è un segno. Sei tu? Avvicinati.
Con tutta te stessa speri che quell'anello che hai tra le mani non sia appartenuto alla vecchia grassoccia seduta sulla sdraio accanto alla tua, quella che si spAlma la crema ossessivamente.
Chi ha detto che le sirene non esistono?
Nuoti tranquilla (forse non troppo tranquilla) raccogliendo conchiglie a 3 metri di profondità. Vedi qualcosa che brilla, gazza ladra. Haha. Forse è un segno. Sei tu? Avvicinati.
Con tutta te stessa speri che quell'anello che hai tra le mani non sia appartenuto alla vecchia grassoccia seduta sulla sdraio accanto alla tua, quella che si spAlma la crema ossessivamente.
Chi ha detto che le sirene non esistono?
Michael Jackson
E' una settimana che non dormo. E scusate se 5/6 ore al giorno non le chiamo dormire. Oggi persino il mare è triste. Cammino sul cemento bagnato a piedi nudi e continuo a pestare sassi piccoli e appuntiti, di quelli che se li pesti mentre cammini su un piano liscio ti fanno vedere le stelle dal male. A chi non è capitato. E' un po' come mi sento dentro.
croatia e patatine.
Schiaffata in un paese che non è il mio. La gente nuda forse è bella ma c’è qualcosa che non riesco a comprendere nel loro modo di muoversi e di violare l’intimità che è così bello scoprire un po’ alla volta. Incasinata e forse neanche tanto giusta per quanto riguarda la grammatica. Faccio cose mai fatte. Scaraventata senza accorgermene in un universo parallelo dove i bambini giocano a palla per strada e le madri fanno le puttane. Spaesata. Strappata, lacerata da queste catene che mi tengono qui e non mi lasciano andare. Lo sai dove voglio arrivare, lasciami almeno una parte di te. Qualcuno mi vuole spiegare perché i capelli ora mi stanno bene? In mezzo all’acqua salata da morire, al sole che mi ustiona la pelle e non sento più nulla. Ore passate a esplorare questo fondale in cerca di qualcosa.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)